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SUICIDI: LEGGENDARIA INTERPRETAZIONE PDF Stampa E-mail
Venezia - Famiglia
sabato 04 febbraio 2012 19:55

Corre un dato in rete e sui mezzi di comunicazione antichi: in Veneto gli imprenditori e i lavoratori si suicidano di fronte alle difficoltà. Se ne conterebbero 40 dall'inizio della crisi a tutto il 2011.
Non per sminuire il profondo dibattito che ne è scaturito e i molteplici commenti di politici impenitenti che su tutto hanno un commento da spendere, ma si vuole soltanto richiamare alla realtà.
L'Istat calcola i suicidi e i tentati suicidi ogni anno da decenni. Disponiamo di tabelle storiche e aggiornate puntuali e comparabili: la media del Veneto è di 250 - 300 suicidi ogni anno. Anche negli anni di assenza di crisi economica!

Correlare il suicidio alle difficoltà nell'impresa e nel lavoro è da suicidio mentale per una società progredita e seria. Se fosse per questo perfino Venezia, la città di Venezia, è una delle cause scatenanti di suicidio. Distruggiamo Venezia?

 
E' ORA DI MARTORIARE MARTONE PDF Stampa E-mail
Venezia - Politica
venerdì 27 gennaio 2012 10:30

Il viceministro Martone, pure lui sfigato come ci racconta Gentili, ha dovuto inventarsi la sparata sugli sfigati per apparire in televisione. Il risultato, probabilmente come quello per il concorso per diventare professore a trent'anni, è quello che è.

Alberto Gentili per "il Messaggero" (14/12/2011)

Niente delega per Michel Martone. Fin dal suo sbarco al ministero del Lavoro, l'ex collaboratore di Maurizio Sacconi non s'è preso con Elsa Fornero. Un po' dandy e un po' troppo pidiellino lui. Torinese austera e un po' sabauda e «socialmente sensibile» lei. Ricordate le lacrime quando annunciò i sacrifici per i pensionati? Stili a parte, il dato è che nel Consiglio dei ministri Martone è stato l'unico viceministro a non incassare la delega. E resta, dunque, con i gradi di sottosegretario.

Dietro lo stop c'è il no della Fornero (Lavoro, Politiche sociali e Pari opportunità) a concedere i poteri a Martone. Non per avarizia. Ma perché la ministra proprio non si prende con il suo promesso vice. Lui chiede il Lavoro, lei non vuole concederglielo. E raccontano che solo ieri «i due abbiano cominciato ad annusarsi» e che solo oggi «lui rappresenterà» la ministra in Commissione. Qualcuno ipotizza un lieto fine: venerdì, in occasione della prossima riunione del governo, la Fornero potrebbe far cadere il veto.

Ma sembra difficile che possa concedere a Martone il diritto di regia proprio per la materia su cui si giocherà nei prossimi mesi la partita «politicamente più sensibile»: il lavoro, appunto. Più facile che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, trovi una soluzione di mediazione. Cosa che ieri gli è riuscita perfettamente con gli altri dicasteri: nessun ministro ha fiatato durante l'assegnazione delle deleghe a vice e sottosegretari.

Lo stop a Martone non è la sola novità da governo tecnico. L'altra è l'attenta liturgia scelta da Mario Monti durante la trattativa sulla manovra. Grazie alle due stanze comunicanti riservate al governo al pian terreno di Montecitorio, il premier ha adottato la tattica del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Nel primo ruolo e nella prima stanza ha messo Piero Giarda: al ministro ai rapporti con il Parlamento ha fatto incontrare i rappresentanti del Pd, del Pdl e del Terzo Polo, con l'incarico di raccogliere le richieste. Poi, Monti, ha ricevuto soltanto alcuni come Bruno Tabacci e Dario Franceschini.

 
CONCORDIA E DISCORDIA PDF Stampa E-mail
RASSEGNA - Rassegna
lunedì 16 gennaio 2012 08:38

Tutti in disaccordo una volta scesi vivi dal Concordia. Vivi anche quelli che prima di dare una mano, almeno a se stessi, si divertivano a filmare o a scattare foto. Un mondo di scemi che prima di pensare a vivere pensa a fare la foto e il filmino.

TROPPI ERRORI UMANI, OVVERO L'UOMO E' COSI' STUPIDO CHE, ORMAI, SE NE DOVREBBE FARE A MENO?

 
GIORNALISMO SPENDUTO PDF Stampa E-mail
RASSEGNA - Rassegna
sabato 31 dicembre 2011 10:21

E' morto don Luigi Verzè e il giornalista ci dice come veniva "spenduto" il denaro!

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CHIUDIAMO PDF Stampa E-mail
Venezia - Lavoro
giovedì 29 dicembre 2011 12:11

Non ci sfugge, ha detto il Presidente Monti, la funzione del giornalismo per la vita politica e civile del Paese. In queste fasi di così grandi cambiamenti dobbiamo sentirci sempre più legati al destino del mondo e pertanto, forse, non ha più senso parlare del Nordest, di localismi, di esigenze ristrette slegate da qualsiasi coscienza nazionale. Che ne dite?

Il sondaggio è nella colonna di destra, sotto il calendario umano.
Intanto Felice 2012.

 
GIORNALISMO IN DEFAULT PDF Stampa E-mail
Venezia - Lavoro
mercoledì 21 dicembre 2011 13:21

Nel 2017 l'Inpgi, la cassa mutua dei giornalisti, potrebbe crollare. E nel 2034 sarà completamente azzerato. Da qui al 2034 mancano 22 anni, meno della metà dei 50 previsti per la sicurezza.
Chi Lo dice non è la Fornero, no, lo scrisse nero su bianco il professor Fulvio Gismondi nella relazione attuariale del 2004. E il perito aggiunse pure trattarsi di una tendenza strutturale. Lo scrivono gli stessi giornalisti.
Come un laureato in filosofia possa dirigere un istituto di previdenza lo sa soltanto il sindacato dei giornalisti che, a sua volta controlla l'Ordine, che a sua volta burocratizza la professione, che a sua volta ripiega su se stessa e, come logica vuole, sparisce. E vengono tutti da sinistra, mica da destra. "Servizio pubblico", dicono. Come l'onorevole Michele Santoro. Ma anche come Berselli: il cosiddetto servizio pubblico che "fa da schemo all'occupazione di potere".
La ministra "Frignero" sarà anche diventata improvvisamente ultra e iperliberlista, ma che le casse dei giornalisti (quella si serie A e quella di serie B) non reggeranno lo di sa da tempo. Del resto perché mai i culi di pietra al desk avrebbero acconsentito di sfruttare intere generazioni di collaboratori, assecondando gli editori, pagandoli qualche euro ad articolo?  Sì, il giogo (giogo, con la "g") è pesante. Sindacato, Ordine, Casse e Istituti sono corporazioni che si autoassolvono. E sono sempre gestiti da mentalità sinistre, livellatrici e corporative. Vendere aspirine in un supermercato lede la maestà dei farmacisti, mica la salute di chi ha il raffreddore. Vendere una prestazione giornalistica si può fare, ma non la puoi organizzare come un'impresa altrimenti è sfruttamento e svendi la verginità al committente. Come se vendere la continuata prestazione a un'"editore finale" fosse tanto diverso. Noi siamo al tempo della santificazione di Steve Jobs e il giornalismo si fa ancora sfruttando miriadi di collaboratori. E c'è, perfino, chi impianta master di giornalismo nelle università (vedi quello di Padova!).
I giovani! Dei giovani non frega niente a nessuno, altro che. Tra l'altro se tenti di dire la verità, a questi sfigati di giovani, neppure ti credono.
L'esame di stato lo può fare anche un analfabeta, basta che sia stato cooptato da qualche direttore. La selezione avviene ad ammassamenti successivi dopo decenni di sfruttamento.
Chiudere e liberare: non c'è alternativa al fallimento. E questa volta la "Frignero" oltre alle lacrime faccia vedere anche il sangue. Servirà a purificare, se non altro.

VALE ANCHE PER GLI AVVOCATI

E PER CHI HA PIU' MEMORIA C'E' ANCHE IL CARO ESTINTO "BARBIERE DELLA SERA"

 
I GIOVANI, I GIOVANI, I GIOVANI! PDF Stampa E-mail
Venezia - Famiglia
lunedì 19 dicembre 2011 23:36
Una cosa non si capisce: se fosse vero che si sacrificano sempre gli stessi perché le generazioni più anziene continuano a battere i record di speranza di vita? Siamo una delle popolazioni più longeve del mondo proprio perché spendiamo più di altri nella cura e nell'assistenza, soprattutto degli anziani. Logica vuole, allora, che i giovani italiani siano i più sacrificati di tutto l'Occidente!
 
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CONCORDIA E DISCORDIA

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PACE E BENE

Un grandioso Lanfranco Pace ci viene in soccorso: quando le multinazionali, le SIM (non quelle del cellulare!!!) erano il male del mondo. Oggi sono i grandi moloch della finanza? Ma non dite sempre cazzate. Ma di chi credete che siano i soldi dei fondi internazionali che speculano sulla nostra incapacità di produrre e di difenderci? Sono soldi di operai americani, inglesi, canadesi, australiani e via dicendo. La questione è sempre quella: poveracci contro poveracci.

LE SIM DI PACE

 
NUOVO STILE

Ma in tutto questo clima di novità e cambiamenti perchè Dagospia continua ad essere Dagospia? Dago è in ritardo? Ha i freni rotti? Starnazza tra i professionisti dell'anticamorra ai vippismi della scalinata, ma appare consunto, smunto, unto. Caro Dago è ora di cambiare, non ti pare?

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