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I No Dal Molin del Presidio ieri hanno tentato di montare una torretta di tubi innocenti in viale Ferrarin in un "terreno privato ad uso pubblico" nel tratto di strada che da viale Diaz va verso l'entrata dell'aeroporto militare di Vicenza. Le forze dell'ordine presenti in buon numero (polizia, carabinieri e Gdf in tenuta antisommossa) hanno impedito loro di completare l'installazione nel momento in cui è saltato fuori il cemento "per rendere stabile la torretta".
Ne sono seguite due cariche sui "pacifisti" del movimento No Dal Molin. Di seguito i comunicati del Presidio, dei Comitati e della CGIL ...
VIDEO - la carica della polizia sui militanti seduti a terra
Comunicato del Presidio No Dal Molin: "Da una parte cittadini seduti, vestiti in abiti normali e inermi; dall'altra forze dell'ordine con caschi, scudi e manganelli. Calci contro le persone sedute in prima fila sulle gambe, sul torace, sui volti. Le donne sollevate da terra per i capelli; il tentato furto delle chiavi di un manifestante sdraiato, a cui un poliziotto infila le mani in tasca. E poi insulti - «ti ammazzo, sporco pacifista», violenze, soprusi.
Il tutto documentato dai video che abbiamo prodotto e che vogliamo rendere pubblici. Ai giornalisti chiediamo di visionarli con attenzione, ai media di raccontare con chiarezza e distacco le ingiustificabili violenze che questo video documenta. Perché i cittadini hanno diritto di conoscere la verità che la testimonianza filmata racconta inesorabilmente.
La violenza è stata, evidentemente, pianificata da chi dirige l'ordine pubblico. Il Questore Sarlo se ne deve andare; ci appelliamo alla sua dignità, se ancora ne ha un briciolo, perché rassegni le dimissioni. Chi fa picchiare donne e uomini, giovani e anziani in maniera indiscriminata non ha il diritto di dirigere un'istituzione che dovrebbe tutelare i cittadini, non pestarli.
Siamo indignati e ci auguriamo che tutti coloro che credono nella democrazia lo siano altrettanto. Ci aspettiamo la solidarietà anche da coloro che sono favorevoli alla costruzione della nuova base statunitense; diversamente, essi sarebbero complici di chi ieri ha violato, con la violenza, i principi democratici a cui tutti, a parole, si appellano".
Comunicato della CGIL di Vicenza: "In riferimento a quanto accaduto oggi in v.le Ferrarin, la Cgil – non presente sul posto ed in attesa di una più puntuale verifica della dinamica dei fatti - ritiene quanto segue:
“In un momento così delicato per la città di Vicenza, ed in attesa di un pronunciamento popolare che la Cgil sostiene attivamente, è quanto mai necessario lavorare tutti affinché sia mantenuto in città un clima di confronto positivo.
Come già detto altre volte, oggi più di ieri, servono senso di responsabilità, rispetto delle regole e degli impegni sottoscritti; servono equilibrio e pazienza per evitare scontri che non sono utili a nessuno. Vicenza – in tutte le sue componenti - ha dimostrato in passato di saper mantenere questo buon senso e questo equilibrio.
I cittadini vicentini hanno il diritto di esprimersi il 5 ottobre in un clima sereno che, in una democrazia, nessuno può permettersi di dissipare. Serve a ciò anche non dare avvio ai lavori: si rispettino i cittadini di Vicenza". Segreteria generale Cgil vicentina
Comunicato del Coordinamento dei Comitati cittadini No Dal Molin: "Quello che sta accadendo in queste ore, sta a testimoniare la situazione di malessere che Vicenza sta attraversando; una sorta di frattura della convivenza . Sicuramente tale situazione non viene favorita dalle dichiarazioni estemporanee di questo o quel rappresentante istituzionale che continuano a richiamare l’attenzione su possibili disordini.
Detto questo, riteniamo che per uscire da questa situazione sia necessaria da parte di tutti , una fattiva ricerca di collaborazione , un dialogo chiaro e franco. La prevenzione spesse volte passa attraverso la condivisione delle iniziative e la volontà di concordarne le modalità. In tutto questo la parte di maggiore responsabilità spetta alle Forze dell’ Ordine, non per caso così chiamate, le quali devono assolutamente cercare di evitare decisioni affrettate o inadeguate. Domani potremmo magari trovarci davanti a dichiarazioni fornite dalle parti, contrastanti o non coincidenti , tuttavia l’ attenzione andrebbe invece posta sulle cause che hanno determinato certe prese di posizione. Ci troviamo di fronte ad una ripresa dei lavori che è testimoniata dalla rete arancione srotolata all’ interno del Dal Molin, dalla ripresa della bonifica bellica a significare la ripresa dei lavori precedentemente sospesi , questo nonostante ci siano delle battaglie legali ancora aperte(udienza al TAR Veneto al 8-10-2008) e la Consultazione popolare Comunale alle porte. Sembra un segno di poco rispetto che per certi versi assume il valore della provocazione ( dato che quel cantiere è ancora subjudice). Auspichiamo un’ assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti , in particolare quelli istituzionali , magari con una dichiarazione che definisca che i lavori rimarranno comunque sospesi sino all’ avvenuta Consultazione". - Giancarlo Albera a nome e per conto del Coordinamento dei comitati
FOTO: la foto in prima è di Marco Zorzanello; le altre della redazione.
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