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Gli imprenditori veneti parlano di federalismi, di congiunture, ma non hanno nessuna visione. E se lo fanno dire perfino da Google
Corriere del Veneto - PADOVA -
sezione: ECOVUOTA - data: 2008-09-28 num: - pag: 19
Massimo Favaro
Alla Rete appena l'1,8% degli investimenti pubblicitari
Il gigante Usa analizza i dati Nielsen: in regione
quota più che dimezzata rispetto alla media nazionale «Occasione
sprecata per piccole e medie imprese»
VENEZIA —
Solo le briciole vengono destinate a Internet nel budget
pubblicitario delle imprese venete: complessivamente meno di 5
milioni di euro nel primo semestre di quest'anno. Ad
affermarlo non è un improbabile studio di statistica ma il
numero uno del settore: Google. Che, forte della leadership
mondiale nelle ricerche sul web, parla di «opportunità sprecata
per le piccole e medie imprese della regione».
Advertising e
marketing in rete continuano a galoppare con ritmi di crescita a
doppia cifra un po' in tutte le società avanzate, ma il
Veneto sembra non essersene accorto. Secondo i dati elaborati
dalla società di rilevazione Nielsen (leader internazionale
nell'analisi del business pubblicitario) e presentati nel
corso del convegno «Fare marketing in Rete per la piccola e
media impresa» organizzato a Venezia da Sive Formazione, solo
una quota residuale del budget pubblicitario delle imprese
venete, che da gennaio a giugno 2008 ammontava a 265 milioni di
euro, viene utilizzata per far conoscere prodotti e servizi
attraverso Internet, contro i 129 milioni di euro spesi ad
esempio per la trasmissione di spot televisivi.
«Le ultime
stime Nielsen parlano di una percentuale di investimenti
pubblicitari on line pari, in Italia, al 4% del totale: ma nel
caso dell'area veneta questo dato - sottolinea Giorgia
Longoni, direttrice marketing di Google Italia - scende sino
all'1,8%. I cittadini veneti sono grandi utilizzatori del
web ma le piccole realtà aziendali della regione non investono
ancora in modo rilevante su Internet e per questa ragione -
continua Longoni - limitano notevolmente il loro livello di
competitività, sia a livello locale che nazionale ».
Una
disattenzione per la rete evidente dal confronto con gli
investimenti nelle regioni confinanti. Le imprese lombarde
hanno speso infatti per una maggiore visibilità sul web oltre 70
milioni, pari al 4,15% del proprio budget; il 3,6% nel caso
delle aziende del Trentino Alto Adige e il 5% per le imprese del
Friuli Venezia Giulia. In linea con il Veneto è invece
l'Emilia Romagna, dove è altrettanto forte presenza di Pmi,
le quali spendono per banner ed altri strumenti promozionali
quasi 6 milioni, pari all'1,8% del totale.
A scorrere la
classifica dei top spender, lo scenario si fa, se possibile,
anche più modesto: l'azienda più dinamica sul web, sempre
secondo i dati Nielsen ripresi da Google Italia, è la filiale
italiana del gruppo Volkswagen (la ex Autogerma con sede a
Verona) con 1,2 milioni di euro spesi su internet nel primo
semestre. Di veneto c'è poco, in realtà.
Segue il
portale trevigiano Casa.it, controllato dalla Newscorp del
gruppo Murdoch, con oltre 400mila euro investiti. Al terzo posto
la padovana Dodotour (forse meglio nota nel settore turistico
con il marchio Evolution Travel), con 300mila euro. Nella «top
ten» troviamo poi società del settore automobilistico (la sede
veronese di Honda Auto e la padovana AutoScout 24), alimentare
(la sede veronese del gruppo Mul-ler), farmaceutico (la
vicentina ZeroPiù), bancario (Unicredit Banca Impresa, oggi
Unicredit Corporate Banking, con sede a Verona),
elettrodomestici (la padovana Nims) e trasporti (la vicentina
Volare Airlines).
A poche imprese, spesso grandi e
controllate da gruppi stranieri, è legata la quasi totalità
della spesa pubblicitaria on line delle imprese venete. Ma i
risultati del Google Marketing Challenge, presentati nel corso
del workshop veneziano, dimostrano che anche una spesa di poche
centinaia di euro può essere efficace. «Gli studenti che hanno
partecipato alla competizione sono riusciti, con un voucher di
200 dollari, a raddoppiare - spiega Federica Colombini di
Venicecom - il numero di impressioni sui nostri banner».
«Per chi non dispone di grandi budget pubblicitari, il search
marketing - spiega la manager di Google Italia - consente una
pianificazione flessibile e facile da controllare, permettendo
ad una realtà locale livelli di visibilità che, attraverso i
media tradizionali, rimarrebbero prerogativa delle grandi
aziende». Una quota importante dei ricavi di Google, tra i
principali protagonisti nel settore della pubblicità sul web, è
realizzato grazie al programma per il search marketing
«AdWords»: il gruppo di Mountain View è, perciò, un osservatore
assai interessato.
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