Le banche sono i nostri nemici. Ci rubano i soldi, speculano e poi chiedono denaro pubblico (che è sempre nostro) per speculare sui nostri debiti. Chiudiamo le banche, apriamo le fabbriche.
IL
PREMIO NOBEL STIGLITZ: "FANNO SOLDI SUL DISASTRO CHE LORO HANNO
CREATO"... Stefano Lepri per "La Stampa"
«E' un paradosso assurdo, da voi in Europa - si infervora Joseph
Stiglitz, premio Nobel per l'Economia 2001 - una ironia della storia.
Non lo vede? I governi hanno contratto molti debiti per salvare il
sistema finanziario, le banche centrali tengono i tassi bassi per
aiutarlo a riprendersi oltre che per favorire la ripresa. E la grande
finanza che cosa fa? Usa i bassi tassi di interesse per speculare contro
i governi indebitati. Riescono a far denaro sul disastro che loro
stessi hanno creato».
Che può succedere ora?
«Aspetti. Non è finita
qui. I governi varano misure di austerità per ridurre l'indebitamento. I
mercati decidono che non sono sufficienti e speculano al ribasso sui
loro titoli. Così i governi sono costretti a misure di austerità
aggiuntive. La gente comune perde ancora di più, la grande finanza
guadagna ancora di più. La morale della favola è: colpevoli premiati,
innocenti puniti.
Come si può rimediare?
«Tre punti. Primo: niente
denaro alla speculazione. Negli Stati Uniti come in Europa, bisogna fare
nuove regole per le banche. Devono finanziare le imprese produttive,
non gli hedge funds. Bisogna impedirgli di speculare».
Una parola. Se è il governo a dirigere il credito, il rischio
è di distribuirlo ancora peggio.
«Non credo. Secondo me si
può e si deve intervenire. Punto secondo: bisogna imporre tasse molto
alte sui guadagni di capitale. Oggi è più vantaggioso speculare che
lavorare per vivere. Deve tornare ad essere il contrario».
E poi?
«Punto terzo: in Europa dovete appoggiare i
governi in difficoltà».
Si rischia di premiare i politici che governano male.
«No.
La prova la dà la Spagna. Oggi è in difficoltà senza aver fatto errori.
Il governo aveva un bilancio in attivo fino all'altr'anno; la Banca
centrale ha sorvegliato le banche molto bene, tanto che viene citata ad
esempio nel mondo. Che colpa hanno? Certo, anche loro hanno visto
crescere la bolla, nel mercato immobiliare, e non l'hanno fermata. Ma è
l'errore che hanno fatto tutti. Era nello spirito dei tempi. Lo ispirava
l'ideologia neo-liberista che ha dominato per molti anni».
In Grecia però hanno sbagliato. Hanno anche truccato i conti.
«Non
l'attuale governo, il precedente. Sono stati colpiti dalla crisi della
navigazione commerciale, settore importante per loro, e dal calo del
turismo. Insomma, perché dobbiamo costringere la gente a fare ancora più
sacrifici, se non ha colpa?».
Il
debito c'è. Prima o poi gli Stati dovranno ripagarlo.
«Ma
perché mai dobbiamo dare retta ai mercati? I mercati non si comportano
in maniera razionale, lo abbiamo visto nel modo in cui si è prodotta la
crisi. Allora perché mai dovrebbero avere ragione, nel chiedere ancora
più sacrifici ai cittadini di quei paesi? In più, anche se la avessero,
si comportano in maniera troppo erratica. E per finire, qui è in corso
un attacco speculativo: non è che se uno fa bene non lo colpiscono, è
che se ti possono far fuori ti fanno fuori».
Come possiamo fare, in Europa?
Dovete costruire
dei meccanismi di solidarietà fra Stati. L'Unione deve avere più risorse
a disposizione. Si spendono un sacco di soldi per la politica agricola
comune, che è uno spreco, mentre...»
Si potrebbero emettere dei titoli europei, gli Eurobonds.
«Certo.
E poi occorre tassare le attività nocive. Soprattutto due: la finanza e
le emissioni di anidride carbonica. Anche negli Stati Uniti».
Obama riuscirà a imporsi alle banche?
«Sarà una
lunga battaglia. Ma la rabbia della gente è forte, e il presidente lo
sa. I banchieri hanno contro tutto il resto della popolazione».
Il Congresso è riluttante.
«Spero
che non si debba arrivare ad un'altra crisi, prima di riuscire a
mettere la finanza sotto controllo. Sarebbe davvero triste. Pensi a
quanto danno hanno causato. Lo sa che secondo le previsioni del Cbo,
l'Ufficio bilancio del Congresso, la disoccupazione comincerà a
diminuire sono a metà del decennio? Queste sono cose che restano a lungo
nella memoria della gente».
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