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Investire in Borsa: il mese peggiore per gli investitori

Investire in borsa

Esiste un mese da evitare se si vuole investire in Borsa in tutta tranquillità, senza rischiare brutte sorprese e crolli improvvisi? A quanto pare sì. Stiamo parlando proprio di settembre, da anni considerato un vero e proprio “mese nero” per le Borse di tutto il mondo. Non si tratta di una leggenda, o di semplici coincidenze: sono le statistiche a parlare chiaro.

Dal 1950 ad oggi, a settembre, il Dow Jones ha sempre prodotto una perdita media dell’1,1%, così come il Nasdaq, che dal ’72, anno della sua nascita, ha continuamente sofferto un calo solo di poco inferiore. È certamente vero che ad abbassare la media delle performance storiche di questo mese possono aver contribuito crolli catastrofici come ad esempio quello del 1931 (-29,7%), ma è altrettanto vero e documentato che raramente, in questo periodo dell’anno, il mercato ha registrato dati positivi (i “settembri” positivi sono molti meno della metà).

Ma perché giocare in borsa a settembre sembra essere diventato così proibitivo? In parole povere, perché esiste questa strana anomalia a livello globale? Una spiegazione unica e definitiva non è ancora stata trovata, nonostante si tratti ormai di un fenomeno persistente che interessa i mercati a livello mondiale. Gli analisti si sono comunque impegnati a trovare una risposta, ma quello che è emerso è solo un vasto insieme di ipotesi più o meno convincenti.

Tra queste, c’è quella secondo la quale tutto è legato ai fondi pensione statunitensi: questi hanno periodi fiscali che scadono esattamente il 30 settembre, fattore che spinge i gestori a liquidare le posizioni in perdita prima di quella data. Ma forse è troppo poco per spiegare l’enorme anomalia. Si è pensato allora ad altro, come ad esempio alle spese scolastiche e universitarie come spiegazione le vendite degli asset. Tanti “piccoli” fenomeni che messi insieme potrebbero davvero causare cali come quelli registrati ormai da decenni. Se poi a tutto ciò aggiungiamo crolli storici come quello dei Lehman Brothers (15 settembre 2008, guarda caso), le cose si fanno poco per volta più chiare.

Settembre resta comunque l’apice negativo di un trimestre, quello di luglio-agosto-settembre, che è da sempre periodo peggiore per giocare in Borsa, ma che in un certo senso anticipa e lascia la strada libera al cosiddetto “rally di Natale”, il trimestre successivo che, grazie agli aggiustamenti di portafogli dei gestori, risolleva i mercati e le speranze degli investitori di tutto il mondo.

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