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Investire nel 2017 sul Forex: la Federal Reserve guiderà i trend?

investire nel 2017

La ricerca di investimenti sicuri sui quali riporre le proprie aspettative di guadagno spesso conduce a ottimizzare i propri sforzi sul Forex, con il mercato valutario che diviene un approdo per le speranze di redditività di tanti trader.

In realtà, la ricerca di investimenti sicuri dovrebbe dirigersi prioritariamente altrove ma… niente ci vieta di illustrare alcune linee guida che potrebbero permettervi di ridurre il tipico margine di aleatorietà che è esistente nel mercato valutario, e che potrebbero dunque ispirare i vostri prossimi trade.

Fed sempre più decisiva

Cominciamo con un dato di fatto: nel corso dei prossimi mesi il Forex “ruoterà” intorno alle decisioni della Federal Reserve, che a sua volta – mai come in questo momento – potrebbe essere costretta a una gestione piuttosto reattiva della propria politica monetaria.

Dopo il rialzo dei tassi fed funds di dicembre 2016, e dopo gli stimati 3 rialzi dei tassi in previsione per il 2017, sembra infatti che i rischi di revisione di un simile piano ipotetico siano ben evidenti, e indotti dalla gestione della politica fiscale di Trump.

In altre parole, il 2017 potrebbe essere l’anno in cui la Fed sarà chiamata a rispondere alle politiche di Trump, compensando le novità fiscali con la propria politica monetaria. Considerando che le politiche fiscali di Trump sono state svelate sono in parte, ne deriva che permane un bel margine di aleatorietà su quel che accadrà.

Sarà l’anno del ritorno dell’euro?

A questo punto, val la pena di compiere qualche sforzo previsionale in più, e comprendere come si evolverà il cambio tra euro e dollaro. A nostro giudizio, è probabile che il dollaro possa sfruttare qualche rinnovato margine di apprezzamento nel prossimo futuro a breve termine, soprattutto se i piani della Fed non verranno smontati da impellenti necessità differenti, o se – addirittura – il programma di rialzo dei tassi di interesse si farà più frequente e ravvicinato del previsto.

Se però così non fosse, l’euro potrebbe sfruttare il 2017 per poter ripristinare una maggiore forza nei confronti della valuta verde. L’impressione è, in altri termini, che il dollaro non abbia più troppi margini di apprezzamento da sfruttare, e che salvo il caso in cui la Fed non opti per una politica di rialzo del costo del denaro troppo ripida, la parità nel cambio sia scongiurata.

A quel punto, l’euro potrebbe far valere, dalla sua parte, la possibilità di cavalcare una fase di normalizzazione che sarà lenta e altalenante, ma che potrebbe condurlo a chiudere l’anno recuperando posizioni sul dollaro.

Il 31 dicembre 2017, in tal proposito, scadrà l’attuale piano di quantitative easing, ed è molto probabile che nei prossimi mesi la BCE inizierà a parlare dell’adozione del tapering per poter render più ordinario il contesto nell’eurozona.

Dunque, massima attenzione da una parte agli indicatori macro economici che potrebbero aprire le porte a una più semplice normalizzazione dell’area euro e, dall’altra parte dell’Oceano, alla possibilità che la Fed modifichi i suoi piani…

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